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Il concerto di Carlo Muratori

Sarà il musicista siracusano, accompagnato da Carmelo Salemi al friscalettu, a proprorre una rielaborazione del repertorio di canti della tradizione folklorica siciliana




I brani del concerto che si presenta sono tutte rielaborazioni di Carlo Muratori, cantautore siciliano che alla passione per la musica popolare ha unito la ricerca etnomusicologica. La sua riproposta, risultato di approfondimento e studio dei codici espressivi della tradizione musicale, offre una rinnovata e corretta interpretazione di un patrimonio sonoro che ha perso, o sostanzialmente modificato, in larga misura, i propri orizzonti d'origine. Alcuni testi dei canti sono tratti, in gran parte, dalle opere di grandi demologi siciliani del XIX e XX secolo, quali Giuseppe Pitrè, Corrado Avolio, Antonino Uccello. Parte delle melodie attingono alla fonte del Corpus di musiche popolari siciliane, una raccolta esito dell'appassionata ricerca di Alberto Favara, docente di composizione, nella prima metà del secolo scorso, al Conservatorio di Palermo, che, a partire dal 1907 e per primo dopo Pitrè, avvertì l'esigenza di attestare su pentagramma, oltre ai testi dei canti, anche le musiche della tradizione popolare.
L'amore, l'odio, la fede, le stagioni, il raccolto, la speranza di un futuro più generoso, sono i temi sempre presenti nei repertori di musica popolare. Molteplici le occasioni del canto: occasioni che sovente presentano un legame forte con le azioni quotidiane del lavoro. Esistono canti del lavoro la cui esecuzione è funzionale allo svolgimento stesso del lavoro e che al di fuori di quel contesto non vengono mai eseguiti. Valga l'esempio dei canti in uso presso i tonnaroti (pescatori di tonni) o i salinari (manovali presso le saline): qui il canto scandiva col ritmo l'esecuzione di un gesto di raccolta delle reti per i primi, la conta dei cumuli di sale per i secondi. Altri canti di lavoro, di forma e stili assai vari, erano quelli che si intonavano sia durante il lavoro, sia durante le pause lavorative, sia in altre occasioni, il canto dell'aia ricorda una forma di lavoro oggi scomparsa. L'aia è un'area di terra battuta su cui venivano raccolti i covoni di grano dopo la mietitura. Al centro si disponeva un contadino che faceva girare in circolo un mulo perché passasse con gli zoccoli sopra i covoni per separare il grano dalle spighe, il canto serviva a incitare l'animale ma dava anche il ritmo sul quale l'uomo e il mulo potevano trovare l'unisono che rendeva efficace il ripetersi dei movimenti. Esempi di canto più genericamente di alvoro sono quelli in uso presso le lavandaie o quelli della grande tradizione dei carrettieri. Il mestiere costringeva questi ultimi a lunghe percorrenze su strade spesso deserte. Un po' per compagnia e un po' per vincere il timore della solitudine, i carrettieri intonavano antiche melodie caratterizzate dalla ricchezza delle fioriture melismatiche. E poiché i trasporti non di rado impiegavano più giorni, ecco che l'incontrarsi per la sosta Jrna presso i fondaci dava luogo ad agguerrite gare di canto tra i più valenti.
Naturalmente ricco è il repertorio dei canti d'amore: ma questo, ovviamente, non costuisce uno specifico della cultura siciliana. Numerosi sono quelli fortemente formalizzati con testo polistrofico e più cellule melodiche; altri hanno un carattere più arcaico e sono legati all'uso estemporaneo. Tra i canti dell'infanzia, un posto speciale occupano le ninne nanne. Si tratta di canti in cui il sentimento della madre viene talvolta espresso con toni lirici e altrettanto lirica è l'esaltazione della giovane creatura; sebbene siano tutt'altro che rari gli esempi nne nanne in cui il testo racconta dello spazientirsi della mamma al cospetto del neonato che tarda a prendere sonno, con la conseguente promessa di fantasiose punizioni. Tra i brani strumentali troviamo le musiche legate a forme coreutiche quali la Jolla, danza di ritmo ternario molto diffusa tra i pastori, o il Ballo della Cordella, tipica a contadina di area madonita.
Questa la scaletta dei brani: Scusati amici (canto di lavandaie); Ju sugnu 'nta la valli (canto di lavoro); Sutta li tó finestri (serenata); Trina trina (filastrocca); Un seculu mi pari (canto di spartenza}; Vurria sapiri cu fici lu munnu (aria); Quannu nascisti tu (canto d'amore); E a la vo (ninna nanna); Jolla (musica da ballo); Ballo della cordella (musica da ballo); 'N menzu a lu mari (canto di carrettiere); Veni ventu (canti del'aia).

L'interprete
Carlo Muratori è un cantautore che vive e opera a Siracusa, in Sicilia. Dopo le prime giovanili esperienze come chitarrista rock e pop, nel 1975 ha iniziato a occuparsi del folklore musicale siciliano. Si è dedicato per alcuni anni allo studio e alla ricerca della musica di tradizione orale, collaborando con Antonino Uccello nell'ambito delle attività della Casa museo di Palazzolo Acreide. Nel 1977 ha formato I Cilliri, un gruppo musica-le con il quale ha divulgato alcuni dei canti rilevati nel corso delle sue ricerche incidendo gli album: Sutta 'n velu, 1979 e Dda bbanna a muntagna, 1980. Nel 1987 ha pubblicato da solista Afrodite: un album sperimentale di musica con una chiara matrice etnica. Nel 1983 ha costituito l'associazione culturale Folkstudio, con un ensemble musicale stabile con cui ha intrapreso campagne di ricerca sulla musica sacra siciliana di tradizione orale. Ha messo in scena Li tri chiava, spettacolo di musica e poesia sui canti processionali del Venerdì Santo e Stidda di l'Orienti sulle tradizioni natalizie. Nel 1994 ha sottoscritto un contratto discografico con la CGD - WARNER per la quale pubblica Canti e Incanti, album vincitore del Premio Piero Ciampi e dal quale sono stati tratti due brani inseriti come colonna sonora de LA PIOVRA 7; del 1996 è Stella Maris, con cui ha vinto il primo premio nel referendum indetto da Vivere Giovani (del quotidiano La Sicilia) come miglior album di autore siciliano dell'anno. Nel giugno 1997, a Vercelli, è stato invitato a rappre-sentare la Sicilia a FOLKERMESSE, l'orchestra sperimentale di musica etnica formata dai musicisti italiani più rappresentativi del genere. Nel 1998 ha rappresentato l'Italia all'IBM Worid Music Festival di Belo Horizonte in Brasile, classificandosi al primo posto nella classifica di gradimento stilata dal pubblico e dalla critica della Rassegna brasiliana. Nel 1999, prodotto dall'AICS, ha pubblicato Pesah elaborazioni per coro polifonico ed orchestra da camera delle lamentazioni del Venerdì Santo in Sicilia. Dall'estate del 2000 organizza e dirige LITHOS-transiti a sud est, una rassegna nazionale di musica popolare e nuove tendenze, con itinerari tematici che attraversano la provincia di Siracusa. Per l'esecuzione del concerto, Muratori si avvarrà della collaborazione ai fiati di Carmelo Salemi, divenuto, dopo il diploma in clarinetto, il maggiore virtuoso del friscalettu siciliano. Sulle potenzialità timbriche di questo aerofono Salemi ha costruito Hybla, un album di sue composizioni originali pubblicato nel 2002, un vero e proprio omaggio a questo stru-mento tipico della tradizione isolana.


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